Se avete redatto una relazione dell'assemblea nazionale del 12 gennaio 2008 inviate il documento a info@controviolenzadonne.org
RELAZIONE DI
Emma del circolo femminista milanese 'donnaproletaria'
Abbiamo risposto all'appello, Tutte, con gioia ed entusiasmo superando la difficoltà dell'auto-finanziamento del viaggio, - giunte da tutta Italia , la povertà è femminile - la piccola sala della Casa Internazionale della Donna era insufficiente, per farci posto, tutte in 'sit-in', una stretta all'altra, per superare la difficoltà di una partecipazione che ha sorpreso tutte quante.
Eravamo più di 220, dalla più piccola, Nicole 10 anni ( http://bambinicontro.blog.tiscali.it ) giunta da Milano 'per conoscere le femministe' alla più grande, Lisa, 88 anni, in due, 100 anni di femminismo.
Le 'oratrici' iscritte a parlare si sono espresse liberamente, per cinque minuti, per dare a tutte il giro di parola.
Un plauso, in apertura, alle promotrici, per aver organizzato l'assemblea e per la disponibilità all'accoglienza.
Paola ha scritto nella sua relazione: "l'assemblea ha espresso l'esigenza di un coordinamento di realtà femminili e femministe a livello nazionale, capace di unire le donne sul terreno comune dell'oppressione e dell'autodeterminazione, capace di progettare, elaborare, organizzare sudditanza psichica, indotta da secoli di oscurantismi sessisti", e ha colto il vero, io cerco in questa relazione, - attraverso gli interventi - di cogliere gli orientamenti condivisi, espressi dalla manifestazione del 24 e dall'assemblea, aldilà delle differenti esperienze di ognuna di noi.
1) La straordinaria capacità di auto-organizzazione , prima, durante e dopo il 24 novembre, anticipa un nuovo nascente movimento di femministe e lesbiche, all'insegna dell'Autonomia Femminile.
Noi donne subiamo una specifica oppressione, l'oppressione patriarcale, noi stesse dobbiamo costruire gli strumenti della nostra lotta, gestirli in modo autonomo
2) Per dare un orientamento unitario al movimento femminista nascente, si è data la priorità all'incontro di Roma, del 23-24 febbraio, piuttosto che ad un 'grande 8 marzo nazionale', abbiamo condiviso tale decisione anche se non c'era accordo. Non abbiamo votato, non volevamo un campo di vincitrici e vinte, abbiamo piuttosto cercato il consenso nel progetto comune, dare forma concreta al Movimento, attraverso il meeting di fine febbraio. Abbiamo ribadito che questo 8 marzo segna la fine dell'era delle 'mimose nere', -la festa istituzionale - e che ci riappropriamo di tale giornata di lotta, che è nostra, con iniziative comuni sul territorio.
Ha prevalso in questo lungo confronto, che ci ha impegnate per ore, il principio di auto-gestione, sul quale il movimento intende organizzarsi, ovvero l'abolizione di ogni divisione tra chi comanda e chi obbedisce, la decisione viene presa non da una una 'casta specializzata', ma è una questione collettiva del movimento stesso.
3) La spinta all'agire, il protagonismo, la visibilità del movimento emersa nei contenuti della manifestazione del 24, sono stati: l'antirazzismo, (rispedire al mittente il 'pacchetto sicurezza'-non in nostro nome le leggi razziste- ), l antifascismo, (l'attacco alla 194, da parte delle forze clerical-statal-fasciste è un attacco all'autodeterminazione femminile) l' antisessismo, (la nostra conflittualità col sistema della violenza patriarcale odierna, violenza economica, politica, istituzionale, psicologica, sociale, culturale, mass-mediatica). Tutto ciò ha espresso il principio dell'auto-determinazione, nessuna paura del conflitto, rottura della catena che ha impantanato il femminismo per 30 anni, distruzione della 'vittima' costruita dentro di noi.
4) La scelta separatista, le donne attraverso le donne, è stata la base del successo della manifestazione del 24, perchè ha permesso di denunciare la violenza fatta dagli uomini, a tutti i livelli. Questa scelta ha escluso, giustamente, la 'strategia mista'.
5) Le relazioni sororali, come aspetto della pratica separatista, sono legami fondamentali contro la violenza maschilista, legami in cui coinvolgere anche le donne extra-comunitarie e rom.
6) Liberare i palchi, la giusta cacciata delle parlamentari dal palco va vista come rifiuto della rappresentanza borghese, e come pratica della separatezza, riappropriarsi della parola, anche nei confronti delle 'donne di potere' che si erano arrogate il diritto di togliercela.
5) Il ruggito della Leonessa, il movimento femminista nasce all'insegna del 'ruggito della leonessa', il movimento si è risvegliato, non si tenti di escluderlo, non si provi ad eliminarlo, deve essere sentito, riconosciuto ... il movimento è la leonessa.
La proposta di un confronto sul 'movimento femminista nascente', di due giorni, il 23-24 febbraio a Roma, è stata accolta all'unanimità.
220 donne firmano la loro partecipazione.
Ulteriori note:
1) Le donne lesbiche hanno fatto notare che vi è discriminazione nel
Movimento, identificandola nella suddivisione nominale, tra femministe
(etero-sessuali) e lesbiche. A mio avviso, il Movimento, con il
termine 'lesbiche' non assume l'ottica maschilista della
ghettizzazione, tutt'altro, rivaluta l'appartenenza del movimento
lesbico al Movimento femminista, come espressione tra le più radicali
dello stesso, in quanto individuando la relazione eterosessuale come
parametro di tutte le relazioni gerarchiche, svela la natura
inconciliabile della conflittualità tra i sessi in ogni società
patriarcale.
2) Lucia ha ricordato all'assemblea l'esperienza delle donne nella
lotta armata negli anni '70 ed '80, ed ha invitato ad una riflessione
collettiva, poichè tale esperienza - nel bene e nel male - fa parte
della nostra Storia.
Emma del circolo femminista milanese 'donnaproletaria'
RELAZIONE DI
Paola Gandin per l'Associazione LA QUE SABE
Senza che ce ne rendiamo pienamente conto, è nato un coordinamento di realtà femminili e femministe a livello nazionale, capace di unire sul terreno comune dell'oppressione e dell'autodeterminazione, capace di progettare, elaborare, organizzare.
Possiamo ben dire quindi che la sinergia, la collaborazione nata, la condivisione di molte "parole d'ordine", porteranno le donne italiane a uscire da quella sudditanza psichica indotta da secoli di oscurantismi sessisti.
Positivissimo pertanto il bilancio di questo incontro affollato e fremente, dove, non solo si sono ribadite le basi comuni, ma anche le differenze, che saggiamente metteremo a frutto nella due giorni prevista in febbraio.
Attesissima la mailing-list delle presenti per facilitare lo scambio e organizzare al meglio i gruppi di lavoro e questo speciale 8 marzo.
In merito a ciò, dal Friuli Venezia Giulia vorremmo rilanciare l'idea delle tre città per agevolare le proletarie e per dare un segnale di unione dell'universo femminile, finalmente, dignitosamente, profondamente..
Nel frattempo vogliamo trasmettere alle nostre conterranee i contenuti dell'assemblea e l'agenda in programma, stiamo infatt i organizzando un incontro regionale di tutte le realtà femminili, centri antiviolenza, associazioni e femministe storiche della regione, per relazionare loro e mobilitare all'azione.
Concludo con musica per le mie orecchie, alcune parole-forza che ho ascoltato a Roma e mi porterò sempre dentro, come il ricordo di questa storica assemblea.
"Scardiniamo il patriarcato!" Elena
"Diamo continuità al 24 novembre" Sandra
"Finalmente si è spezzata la catena che ha impantanato il femminismo per più di 20 anni!" Emma
"No al femminismo delle risposte e delle difese!
Sì al femminismo della domanda" Lea
"Non ci sono attacchi alla 194 ma all'autodeterminazione femminile" Sandra
"La sorellanza toglie le basi alla violenza" Coordinamento Studentesse
per l'Associazione LA QUE SABE
paola gandin
http://paolaics.altervista.org
paolaics@fastwebnet.it
Paola Gandin per l'Associazione LA QUE SABE
RELAZIONE DI
Ilaria (Torino) Mujeres Libres
Per la seconda volta, la prima è stata il 24 novembre 2007, i numeri stupiscono sia le organizzatrici che tutte noi scese, o salite, dalle nostre città, verso la capitale.
Sabato 12 gennaio 2008, ore 10.00
Assemblea nazionale di bilancio e prospettive post manifestazione del 24 novembre
Casa Internazionale delle Donne - via San Francesco di Sales 1A - Roma, 220 donne firmano la loro partecipazione.
La piccola sala ed il numero delle sedie sono insufficienti a contenerci tutte e le difficoltà tecniche iniziali legate al microfono, dimostrano la sorpresa, a fronte di una partecipazione così elevata.
Ma tutto ciò non impedisce a nessuna di partecipare attivamente e di avere lo spazio necessario per comunicare.
Un plauso, ancora una volta dopo il 24, alle promotrici. Per aver organizzato e condotto. E per la disponibilità all'accoglienza.
A due mesi ormai dalla manifestazione straordinaria che ha visto 150.000 donne manifestare contro la violenza maschile , affermando antisessismo, antifascismo e antirazzismo e dimostrando una straordinaria capacità di autoorganizzazione , oltre che volontà di autodeterminazione, le donne si ritrovano attorno alla necessità di verificare le impressioni delle singole realtà cittadine e per raccogliere quella spinta all'agire, emersa prima, durante e dopo la manifestazione del 24 novembre 2007 a Roma.
Gli interventi sono di 5 minuti a testa, tutte rispettano i tempi, parlano tutte quelle che si prenotano per un intervento.
C'è attenzione e partecipazione.
La mattinata è stata riservata alle riflessioni sulla manifestazione del 24 ed il pomeriggio dedicato alle proposte.
Si è pranzato alla mensa della Casa Internazionale delle Donne.
Flavia (Roma) apre l'assemblea socializzando con tutte il bilancio fatto a livello romano della manifestazione e del percorso effettuato per arrivarci. "E'stata proprio la dinamica autoorganizzativa" dice, "della manifestazione, a condurre a questo confronto". Confronto per cui tutte noi, eravamo lì presenti.
Il senso dato dal comunicato dell'assemblea romana alla manifestazione, anticipa un nuovo nascente movimento di femministe e lesbiche.
Nonostante la pluralità delle presenze è stata condivisa nella manifestazione sulla violenza maschile. la piattaforma politica che affermava che tale violenza, non era un problema di ordine pubblico e securitario.
Smascherava invece, la radice culturale dell'esercizio del potere violento degli uomini, delle relazioni distorte ed oppressive all'interno della famiglia, della strumentalizzazione che la politica maschile fa del nostro corpo (come per la campagna razzista). "La presenza delle donne Rom a quella manifestazione, ha avuto davvero un grosso valore simbolico".
Le organizzatrici sottolineano la forte volontà di protagonismo ed autorappresentazione del 24, sfociata nella giusta e legittima ripresa del proprio palco, a fine corteo.
L'affermazione delle proprie pratiche politiche e la rivendicazione di una titolarità, determinano quell'atto (la ripresa dei palchi) non come volgarmente è stato definito dai media, ma come un atto del tutto spontaneo di ripresa della propria piazza.
Anche sul separatismo, le organizzatrici che inaugurano l'assemblea, pongono una riflessione generale affermando singolarità di storie e pratiche differenti e sostenendo la stupidità di rischiare che il neo movimento nascente, si frantumi proprio su un argomento come la presenza degli uomini. Il confronto ed il dibattito in questione, che nel web-dopo manifestazione ha imperversato per un po', non verrà granchè trattato dagli interventi delle donne durante la giornata e la paura di una frattura rimane solo un fantasma innocuo. "...finalmente qualcuno non ha parlato, ha dovuto stare zitto. Ma nessuna vieta, che possa ascoltare..."
I tre punti su cui riflettere sono: autorappresentazione, autodeterminazione e ferma opposizione all'utilizzo dei corpi e delle parole di donne e lesbiche.
La violenza va considerata sotto tutti i suoi aspetti: fisica (domestica, interna alla famiglia), psicologica, economica, dei mass media, politica ed istituzionale,
la violenza dell'immagine della donna come oggetto di consumo.
Le organizzatrici si interrogano, nel loro discorso iniziale, sugli strumenti necessari per procedere ed individuano un piano di valorizzazione interno ed uno esterno, proponendo una due giorni nazionale con tavoli di approfondimentoo su specifiche tematiche necessarie alla creazione di un terreno comune e condiviso. Necessarie alla nascita del nuovo movimento.
Per una visibilità esterna si propone un otto marzo continuativo nei contenuti del 24 novembre.
La decisione finale è difficile. Almeno tre moratorie si alternano. Si deciderà per un otto marzo territoriale con azioni coordinate e per la due giorni del 23 e 24 febbraio, identificata come priorità nazionale per dare radici ed humus.
Si afferma durante tutta la giornata la rabbia e la frustrazione di dover avere l'agenda programmata da esseri come Ferrara e la necessità di dare al nuovo movimento nascente, un taglio di attacco. E non di difesa. "...il ruggito della leonessa...".
Viene decisa come forma di comunicazione principale, una mailing list.
L'assemblea rileva la presenza di un solo centro antiviolenza, il Centro Donna Lisa (Roma).
Si prende atto essere il centenario della Festa della Donna, 8 marzo.
Mujeres Libres
Sono intervenute nell'ordine (ma sicuramente qualcuna mi è sfuggita soprattutto nel pomeriggio):
Margherita (Taranto) movimento femminista proletario rivoluzionario
Giovanna (Milano)
Collettivo femminista Maistat@zitt@ (Milano)
Aurora (Roma)
Emilia (Bologna)
Le donne di Salerno
Franca (Bologna) Collettivo Clitoristrix
Jenny (Trieste)
Teresa (Napoli) Assemblea Permanente delle Donne di Napoli
Manuela (Milano) Collettivo Ribelle di donne comuniste e femministe
Anna (Firenze) Coordinamento Libere Tutte
Valentina (Roma) Collettivo femminista La mela di Eva
Nadia (Milano) Movimento femminista di Sinistra Critica
Elena (Roma) Facciamo Breccia
Luisa (Bologna) Coordinamento di donne e lesbiche contro la violenza Quelle che Non Ci Stanno
Vanessa (Roma) Rete per l'informazione Università La Sapienza di Roma
Sandra (Viareggio) Casa delle Donne di Viareggio
Luisa (Firenze) Movimento delle Donne di Firenze
Donatella (Palermo) Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Emma (Milano) Circolo femminista Donna Proletaria
Collettivo femminista Cercando la Luna (Milano)
Stefania (Napoli)
Assemblea femminista di via de' volsci 22 (Roma)
Vera (Napoli)
Lea Meandri (Milano)
LadyFestTorino (Torino)
Tatiana (Roma) Collettivo femminista La mela di Eva
Maria (Bologna) Rete Sexyshock
Monica (Milano) Socialismo Rivoluzionario
Lucia (Roma)
Rosa (Milano) Movimento femminista di Sinistra Critica
Mara (Roma) Coordinamento Nazionale Donne CGIL
Marta Socialismo Rivoluzionario
Anna (Roma)
Franca (Bologna) Collettivo Clitoristrix
Paola (Firenze)
Margherita (Taranto) movimento femminista proletario rivoluzionario
Britti (Bologna) Collettivo Amazora
Elena (Roma) Collettivo A/Matrix
Anita (Milano) Soggettività Lesbica
Fabiola (Roma)
Daniela (Roma) Centro Donna Lisa
Irene (Roma)
Lune e le altre (Roma)
Emma (Milano) Circolo Femminista Donna Proletaria
Grazia (Bari) Usciamo dal silenzio
Ilaria (Torino) Mujeres Libres
RELAZIONE DI
Donatella Artese de Lollis
Sabato 12 gennaio c.m. alla Casa Internazionale delle Donne di Roma sono arrivate tante donne di diverse generazioni da tutta Italia per confrontarsi sull'esito della manifestazione contro la violenza maschile del 24 Novembre e sulle loro pratiche politiche; hanno espresso il pressante desiderio di costruire un percorso politico comune che tenga conto delle diverse realtà.
Siamo state d'accordo che il grande ed inaspettato successo della manifestazione è stato determinato dalla scelta separatista,dalla radicalità nel ribadire la nostra autodeterminazione e capacità di autorganizzazione.
Moltissimi gli interventi che hanno messo in evidenza il grande lavoro che si fa nelle diverse regioni per migliorare la vita delle donne.
Dobbiamo rivendicare l'autodeterminazione rispetto al nostro corpo, alla famiglia, al lavoro e alle istituzioni.
Tutte riteniamo che in questo momento c'è l'occasione d'istaurare tra noi
una buona relazione solidale che ci permetta l'assunzione di responsabilità collettiva per un'efficace pratica politica.
Per stabilire tale relazione l'assemblea romana ha proposto un confronto di due giorni il 23 e 24 febbraio con tavole rotonde su temi da concordare; la proposta che è stata accolta all'unanimità.
L'organizzazione dell'8 marzo ci ha impegnato a lungo ci siamo divise: alcune volevano una manifestazione nazionale, altre manifestazioni locali coordinate a livello nazionale dalla uniformità dei
contenuti. I tempi troppo ravvicinati, ci hanno fatto optare per la seconda ipotesi.
Insieme possiamo fare molto per migliorare la nostra qualità di vita!